I danni causati dalla Cimice Asiatica

Halyomorpha halys è una specie altamente invasiva e polifaga.

I primi danni alle colture in Italia sono stati registrati sui pescheti, attaccati da questo temibile parassita che ne ha ridotto notevolmente le produzioni.

Nashi e pero, soprattutto nelle ultime annate, hanno subito innumerevoli danni in tutti gli areali di produzione dell’Emilia-Romagna e del Piemonte, determinando una notevole percentuale di frutti deformi (in alcuni casi superiore al 50%) e, conseguentemente, un deprezzamento.

Meno misurabile invece è il danno su melo poiché può essere individuato solo in post raccolta e poiché molto spesso può essere confuso con danni da butteratura.

Su olivo la cimice punge la bacca danneggiandola e rendendola non commercializzabile per l’alimentazione umana. Ancora da chiarire i danni che potrebbe avere sulla qualità dell’olio, sia rispetto alle sue caratteristiche organolettiche sia riguardo alla presenza di eventuali cimici nel raccolto conferito al frantoio.

Su nocciolo il danno da Halyomorpha halys è il tipico ‘cimiciato’, ovvero l’alterazione a carico del seme che compromette la qualità del frutto. Gli adulti e le forme giovanili pungono le nocciole in accrescimento provocando danno. Sono gli stiletti dell’apparato boccale a raggiungere il tessuto spugnoso o il seme in formazione provocandone l’aborto traumatico.
Le punture delle cimici proseguono anche quando il guscio della nocciola è già indurito e all’interno il seme occupa interamente la cavita del frutto. La saliva che l’insetto inietta con la puntura rende alcuni semi immangiabili (sapore avariato) e comunque inutilizzabili dall’industria dolciaria.

Le erbacee più colpite sono sicuramente mais e soia.

A luglio, quando la cimice si trova nella sua seconda generazione, il mais di secondo raccolto è nel suo stadio più suscettibile durante la fase di formazione della spiga (si trova ancora nella guaina). In questo periodo la cimice punge le cariossidi, causandone deprezzamento (le cariossidi mature avranno delle macchie), in alcuni casi incurvamento della stessa spiga e a seguito si possono sviluppare delle infezioni fungine.

Ugualmente la soia è stata attaccata dal temibile parassita, soprattutto durante la fase di maggior suscettibilità della coltura alla puntura da cimice, ovvero da fine fioritura alla formazione e completamento del seme.

Halyomorpha halys, a causa della sua elevata polifagia, attacca anche ornamentali e forestali che diventano serbatoio per le successive infestazioni delle colture agricole.

Proprio per questo è fondamentale impiegare strategie di contenimento adeguate per questo insetto.

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